mercoledì 22 ottobre 2008

Papavero

La Papaver rhoeas, o comunemente papavero o rosolaccio, è una pianta erbacea annuale appartenente al genere Papaver. La specie, molto diffusa in Italia, cresce normalmente in campi e sui bordi di strade e ferrovie ed è considerata una pianta infestante. Petali e semi possiedono leggere proprietà sedative: il papavero è parente stretto del papavero da oppio da cui si estrae la morfina.

È una pianta erbacea alta fino a 80 - 90 cm. I fiori sono rossi coi petali delicati e caduchi. Spesso macchiato di nero alla base in corrispondenza degli stami di colore nero. Il fusto è eretto, coperto di peli rigidi. Il frutto è una capsula che contiene numerosi semi piccoli, reniformi e reticolati. I boccioli sono verdi a forma di oliva e penduli. Fiorisce in primavera da aprile fino a metà luglio.

Il rosolaccio contiene degli alcaloidi che possono essere sfruttati per le loro proprietà blandamente sedative. È importante notare che gli alcaloidi presenti sono anche blandamente tossici, per questo motivo è importante non eccedere le dosi consigliate e non farne un uso prolungato. Oltre ai petali, che in infuso conferiscono alla tisana un profumo gradevole e un colore rossiccio, si utilizzano anche le capsule alle quali i petali sono attaccati, raccolte quando i fiore è sbocciato ma non ancora sfiorito. Le capsule contengono gli stessi alcaloidi presenti nei petali, ma in concentrazione maggiore: per questo motivo si consiglia di non utilizzare più di una capsula per tazza, eventualmente accompagnata da qualche petalo per rendere aromaticamente più gradevole la bevanda. Spesso nello stesso infuso si aggiungono anche dei fiori di camomilla rendendolo ancora più efficace e gradevole.

Nel mondo anglosassone la specie Papaver rhoeas è tradizionalmente dedicata alla memoria delle vittime sui campi di battaglia della prima e della seconda guerra mondiale. Ad esempio, in Gran Bretagna nell' "Armistice Day", tutti portano un papavero rosso all'occhiello.
Ma la cosa sembra risalire a ben più indietro nel tempo: si narra che Gengis Khan, l'imperatore e condottiero mongolo portasse sempre con sé dei semi di papavero che spargeva sui campi di battaglia dopo le sue vittorie, in ricordo e rispetto di coloro che vi erano caduti con onore.

Nessun commento:

Posta un commento